Ci penserò su…

…ma non garantisco il risultato.
Un interessante punto di vista sulla chiusura di Google Reeder e sui motivi alla base di questa decisione, da parte di Marco Arment. Interessante ed alternativo alla maggior parte di ciò che ho letto finora, per la precisione (forse cosi interessante perché alternativo, e che stimola la riflessione…).

Una frase però, in particolare, mi fa riflettere:

“We don’t need big web players to be completely open.
The bigger problem is that they’ve abandoned interoperability. RSS, semantic markup, microformats, and open APIs all enable interoperability, but the big players don’t want that — they want to lock you in, shut out competitors, and make a service so proprietary that even if you could get your data out, it would be either useless (no alternatives to import into) or cripplingly lonely (empty social networks).”

Sono d’accordo, anzi penso che non sia mai esistita una “golden age dell’interoperabilità” dipendente dalla volontà dei (più o meno big) players: semplicemente, agli inizi, i mezzi ed i modi immaginati per ottenere il “risultato www” erano pochi e necessariamente condivisi.

Quello che non riesco a mettere a fuoco è come le API proprietarie possano essere un mezzo di successo ora (e lo sono, l’esempio di “chiusura in se stessi” strategica e pianificata di Facebook che Marco porta è perfetto), in un’epoca in cui Arduino prospera e apps come quella da cui sto scrivendo conoscono una popolarità inimmaginabile prima.

Come detto, non garantisco il risultato…
Stay Tuned,
Mr.Frost

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