Tecnologie semplici, persone complesse

È una bella lotta. Anche impari, potremmo definirla.
Hai un problema da risolvere, di natura puramente pratica: può essere la gestione di una coda in un ospedale, l’accessibilità di funzioni complesse in modo semplice, oppure più banalmente il far accettare a qualcuno che – anche se non capisce come sia possibile – stai lavorando per il meglio ed esclusivamente nel suo interesse.
E allora imbastisci sistemi guida chiarissimi, ridondanti, che ritieni persino insultanti mentre li concepisci, da tanto che sembrano tarati per un’utenza di ottusi.

Eppure.

Eppure qualcosa che non funziona c’è sempre.
Sia la coda che salta, magari per un validissimo cambio di priorità cui il tuo ottuso ma cristallino sistema informatico non sta (e non puo e non deve) dietro; o la funzione indicata da una convenzionale icona che ad un’intera fascia di utenti non dice assolutamente nulla; o ancora la semplice frustrazione che deriva dal non riuscire al primo colpo a svolgere un’attività o ad ottenere un risultato che ti ripetono essere elementare.

Perché in ogni sistema complesso, in ogni fase di progettazione, test e realizzazione, ed ancor più nell’assistenza all’utente, bisogna sempre tenere presente la variabile impazzita, la più difficile da gestire, prevedere e controllare, quella impossibile da imbrigliare in qualsivoglia schema: le persone.

Per le quali, ricordiamocelo sempre, non c’è bugfix che tenga.

Stay Tuned,
Mr.Frost

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